Seguire Gesù tra rinuncia e nostalgia d'amore
Commento a Luca 14: 25-33
Diario 4 Settembre 2022
Può Gesù diventare la sola "donna" della tua vita, il tuo solo "marito"?
Il volto di Gesù nella folla e il primato di Dio su ogni affetto umano
In questo passo mi colpisce l’espressione “si voltò” verso la “folla numerosa”.
La folla numerosa siamo noi che parliamo di Gesù, lo seguiamo o vogliamo seguirlo. Naturalmente mi riconosco anche io in questa folla numerosa. Gesù allora decide di dare una sforbiciata a questa sequela numerosa probabilmente anche confusa, e lo fa dando loro il Suo Volto insieme a parole molto severe, nobili e giustissime.
Di queste parole mi colpisce la parola “moglie”. Insomma, il discepolo di Gesù ama certamente Gesù più di una sua eventuale moglie, o marito. Più di ogni altra persona, più di ogni altra creatura. Pertanto, il discepolo di Gesù è completo con Gesù, e un discepolo perfetto vive perfettamente anche solo con Gesù, senza diventare malinconico, arrabbiato o frustrato se sta da solo.
Nostalgia d'amore, scrupoli vocazionali e il senso di mancanza
Io non ho una moglie e non ho aspirazioni coniugali, però a volte sento come una lunga nostalgia d’amore. Forse ho investito troppo audacemente su un amore del tutto spirituale, quando ero invece portato per un amore più normale e del tutto fisico.
Come posso essere bravo discepolo di Gesù,
se a volte mi sento mancante di qualcosa?
Nell’ultimo anno mi sento perdermi interiormente persino più che in passato, perchè si è aggiunto lo scrupolo che, forse, la volontà di Dio era od ancora è quella di trovarmi una fidanzata, sebbene la “prova” fatta in passato non mi abbia esaltato. Allora in quei momenti di grande debolezza mi guardo dentro e chiedo a Gesù chi sono, cosa dovrei essere e cosa dovrei provare; cosa potrei amare, quando e come. Mi interrogo a lungo e meticolosamente sull’amore o sugli amori che mi ha dato a fondamento della mia vita, o che non mi ha dato. E trovo molto poco.
Il sacrificio della fidanzata, la preghiera incostante e la vulnerabilità
Il mio amore per Dio è una tensione continua verso qualcosa come un sogno che purtroppo non si è mai pienamente realizzato. Proprio per dare più spazio a questo sogno, ho voluto togliere la fidanzata di mezzo, poichè mi accorsi che prosciugava risorse da dedicare alla preghiera e ad una certa consolante solitudine spirituale. Tuttavia questo “sacrificio” non ha risolto granchè.
Passati i decenni, il mio rapporto con Dio non decolla, restando sempre ostinatamente incostante nella preghiera. Di contro tragicamente aumenta il mio senso di vulnerabilità nei confronti di alcune «belle forme» della creazione.
Il mio discepolato è mediocre.
La torre incompiuta, la rinuncia totale e la tristezza del giovane ricco
Quando leggo la parola “torre”, penso ancora al mio discepolato, poichè sono un perfezionista, e davvero volevo alzare una bella torre per il Signore, una virtù capace di sfidare i cieli.
Ma anche qui Gesù screma dalla sua numerosa sequela gli individui più arroganti e stupidotti facendo loro diverse osservazioni, riassumibili così: «ne avete praticamente le forze?».
La forza che occorre loro per completare la torre, spiega Gesù, viene dal saper rinunciare a TUTTI i propri averi. Non a META’ dei propri averi, come fece Zaccheo all’inizio della sua conversione... Anche al giovane ricco del resto Gesù chiese TUTTI i suoi averi in cambio della perfezione di spirito, e quello se ne andò via triste.